Capitolo

5

L'età dell'umanesimo

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Leon Battista Alberti

(nota al capitolo 5, paragrafo 1)

Le tristi esperienze fatte da LEON BATTISTA ALBERTI in seguito alla morte del padre avvenuta nel 1421 (difficoltà economiche, accaparramento di beni da parte di familiari e soci) contribuirono a formargli un carattere incline al pessimismo che è ampiamente documentato nelle sue opere e che contrasta con la sua volontà di affermare le doti dell'ingegno e della «virtù».
Amico di letterati e artisti (Filelfo, Landino, Poliziano, Brunelleschi, Donatello, Masaccio etc.), fu per più di trent'anni (dal 1432) abbreviatore pontificio a Roma, dove fissò la propria dimora salvo temporanei soggiorni in altre città.
Nel 1441 promosse a Firenze il «certame coronario», cui egli stesso partecipò con alcuni esametri e un dialogo sulla amicizia aggiunto poi come quarto libro al trattato Della famiglia.
Ingegno fra i più poliedrici del suo tempo, Alberti compose scritti di argomento storico, giuridico, scientifico, ma le opere più solide strutturalmente — scritte in uno stile che cerca di amalgamare la maestà dell'espressione classica con la freschezza del linguaggio vivo — sono quelle in cui affronta una tematica civile e morale.

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