Capitolo

12

L'Arcadia

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Carlo Innocenzo Frugoni

(nota al capitolo 12, paragrafo 1)

Dopo aver viaggiato a lungo (fu a Brescia, Roma, Bologna, Venezia, Piacenza) e aver stretto rapporti di amicizia con numerosi letterati (fra cui Gravina, E. Manfredi, Algarotti), CARLO INNOCENZO FRUGONI divenne poeta della corte di Parma, rivelando prontezza inventiva e facilità di versificazione che lo resero gradito ai suoi protettori ma spesso lo portarono alla sciatteria e alla vacua teatralità.
Entrato in Arcadia con il nome di Comante Eginetico e fondatore della colonia parmense nel 1739, Frugoni collaborò con il ministro Du Tillot. Padrone della tecnica e sperimentatore di metri, condizionato dalla povertà di sentimenti e di pensiero, ottenne migliori risultati nei componimenti galanti che esprimono l'edonismo epicureo congeniale a lui e alla società molle e aristocratica di cui fu il compiaciuto poeta e celebratore.
Ammirato e imitato ai suoi tempi («padre incorrotto di corrotti figli», lo definì. Monti), fu poi svalutato da illuministi e romantici (De Sanctis ne sottolineò la «perfetta vacuità e indifferenza del contenuto»).

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