Capitolo

2

Società borghese e cultura nel Duecento

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Bonvesin de la Riva

(nota al capitolo 2, paragrafo 1)

Di BONVESIN DE LA RIVA, il maggior esponente della cultura lombarda del Duecento, si sa che fu «doctor in gramatica» e appartenne alla congregazione dei frati Umiliati.
Fornito di notevole cultura, compose opere in latino e in volgare: oltre al De magnalibus urbis Mediolani (da cui si ricavano interessanti indicazioni sulla vita e i costumi della Milano del tempo), ricordiamo il De vita scholastica (trattato pedagogico ispirato alle personali esperienze di maestro fatte dall'autore), il De quinquaginta curialitatibus ad mensam (sorta di galateo che testimonia l'aspirazione della borghesia comunale ad assumere forme di vita signorile e cortese) e vari contrasti (fra il padre e il figlio dannati nell'inferno, fra l'anima e il corpo, la rosa e la viola, la Controversia de mensibus).
Bonvesin è noto soprattutto per il Libro delle tre scritture, poema sapientemente articolato in tre parti (scrittura negra, rossa e dorata) che, con propositi di edificazione religiosa, tratta delle pene dell'inferno, della passione di Cristo e delle gioie del paradiso.

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