Capitolo 18: Le contraddizioni sociali e culturali dell'età umbertina
Paragrafo 2: Il positivismo


Il movimento di pensiero che dà coesione alla cultura scientifica e letteraria di questi decenni è il positivismo, che ha origine in relazione allo sviluppo economico industriale dell'Europa. Infatti la ragione dà fiducia alla scienza che aveva scoperto nuovi princìpi e ne aveva derivato numerose, svariate, sociali applicazioni tecniche, industriali, pratiche. Le industrie siderurgiche, chimiche della Germania, tessili e meccaniche dell'Inghilterra, le applicazioni del motore a scoppio, le scoperte di laboratorio di Pasteur, Koch, Röntgen, dei Curie hanno come base la scienza positiva che studia i fatti secondo leggi fondamentali miranti a vedere la razionalità nel reale, ad applicare le scoperte scientifiche per il progresso e il perfezionamento continuo della società.
Per effetto del positivismo scientifico e delle sue applicazioni tecniche (sviluppo dell'elettricità, delle industrie, delle macchine, delle ferrovie) il modo di vivere si trasforma e si modernizza, si formano i grandi «trusts» economici, una fiducia ottimistica nella creazione di sempre nuovi stadi economici pervade le classi dirigenti. Si avvera anche ciò che aveva previsto (1857) Carlo Pisacane: «Tutti quei mezzi aumentano i prodotti, ma li accumolano in un piccolo numero di mani».
La positivistica religione dei «fatti» è avversa alla metafisica, all'idealismo, alle vaghezze romantiche, alle intuizioni non riconducibili ai fenomeni e alle leggi. Tra i dati fondamentali del positivismo sono il principio di conservazione e trasformazione dell'energia, l'indistruttibilità della materia, la storia evolutiva della natura inorganica e organica.
Il principio del materialismo filosofico — della materia esistente al di fuori della nostra coscienza — è affermato da Ludovico Büchner (1824-99) in Forza e materia (1855):

Disprezzare la materia, vilipendere il proprio corpo perciò ch'esso fa parte della materia […] sono le aberrazioni a cui non si può pervenire che per la via dell'ignoranza e del fanatismo […] Spesso s'intende applicare con disprezzo il nome di materialisti a coloro che non dividono questo sdegno aristocratico per la materia, e si sforzano di scoprire in essa e per essa le leggi dell'esistenza.

La teoria dell'evoluzione delle specie viventi, che ha come fondamenti la selezione naturale e la lotta per l'esistenza, dell'inglese Carlo Darwin (1809-82) autore di Origine della specie (1859) e di Origine dell'uomo (1871), è una vera rivoluzione scientifica e antropologica per le implicazioni biologiche, genetiche, psicologiche che porta con sé e che saranno riprese e continuate da altri scienziati. Le idee di Darwin furono contrastate da vecchie scuole accademiche, metafisiche, teologiche, mascherate da razzisti, spiritualisti, male divulgate da pseudoscienziati, negate da specialisti che non riuscivano a concatenare le ricerche con una visione del mondo. L'obiettivo di tale polemica era la base materialistica darwiniana che nella sua positività scientifica restava estranea alle ideologie spiritualizzanti e nobilitanti l'uomo spirituale della civiltà cristiano-umanistica.
Il positivismo specialmente in Inghilterra derivava dall'empirismo illuministico; in Italia fu anticlericale, laico ma ben diverso dall'illuminismo settecentesco aperto verso le classi popolari. La borghesia italiana adesso vedeva come avversarie le classi popolari settentrionali proletarizzate dall'industrialismo e quelle meridionali impoverite dalla scelta borghese anticontadina.
Perciò la borghesia interpreta il sistema positivistico del progresso come il proprio sistema e con Augusto Comte, autore del Corso di filosofia positiva (1842), estende ai fenomeni sociali il metodo di analisi e di previsione dei fenomeni naturali. Nel moto generale verso la scienza anche le discipline letterarie sono coinvolte e le idee dei filosofi, antropologi, storici positivisti (Roberto Ardigò, Cesare Lombroso, Pasquale Villari, Gaetano Trezza) costituiscono lo stampo dei letterati e dei critici: meccanicismo, influenza dell'ambiente e della biologia sullo scrittore, evoluzione dei generi letterari secondo le teorie del progresso dell'evoluzionismo. Il professore cerca di elaborare in forma scientifica la critica letteraria, fa l'analisi della società contemporanea, tutta la cultura tende al reale avvicinandosi al naturale, al vero non idealizzato, alle cose viste «a occhio nudo».