Capitolo

6

Il Rinascimento

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Giambattista Gelli

(nota al capitolo 6, paragrafo 2)

Calzaiuolo e autodidatta, GIAMBATTISTA GELLI si interessò di filosofia e letteratura, inserendosi con vivacità nel quadro della cultura fiorentina del Cinquecento; lettore di Dante e Petrarca, frequentò le riunioni degli Orti Oricellari e fu membro dell'Accademia fiorentina.
Il suo abito di moralista si ritrova nei Ragionamenti di Giusto bottaio (in cui si immagina che un vecchio artigiano abbia colloqui con la sua anima e giunga alla conclusione che per ottenere la felicità occorre sottomettere i sensi alla ragione) e nella Circe (dialogo tra Circe, Ulisse e i compagni trasformati in bestie i quali rifiutano tutti, tranne un filosofo, di tornare allo stato umano, adombrando così la condizione bestiale della maggior parte degli uomini e il rifiuto a servirsi della ragione).
Abbiamo, inoltre, due commedie (la Sporta e l'Errore, che risentono del teatro plautino, ma hanno i loro momenti migliori nella rappresentazione di figure colte dal vero) e il Ragionamento sopra la lingua (in cui si sostiene, in posizione antibembesca, l'uso della lingua viva, libera dagli schemi della tradizione letteraria).

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